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La fine del maschio italiano
di Fabio Minerva
3 italiani su 5 sono convinti di aver problemi sessuali, anche se spesso non è così.
 Contrariamente allo stereotipo del maschio italiano, che lo vuole virile
e sessualmente sicuro di sé, la maggior parte dei connazionali
si descrive come insicuro rispetto alle proprie capacità amatorie.
Lo dice uno studio del Centro Clinico FerrariSinibaldi effettuato su un
campione di 142 uomini tra i 25 e i 50 anni.
Viene messa in discussione, anzitutto, la prestanza fisica nel suo complesso.
Molti sono gli uomini che pensano di avere un fisico “inguardabile”
e, di conseguenza, ritengono che anche le loro performance non saranno
all’altezza. In realtà si tratta di un problema di presunte
aspettative: l’uomo ritiene che la donna leghi in modo diretto lo
sviluppo muscolare di un uomo alle sue capacità amatorie, quando
invece non è così. Le aspettative femminili si basano su
vari elementi, spiega il dott. Sinibaldi, anche sull’apparenza fisica,
ma si tratta di implicazioni di dati complessi e spesso apparentemente
contro intuitivi. L’italiano medio, creando una visione distorta
del processo di seduzione, sembra dunque auto-limitarsi in partenza.
Un altro aspetto interessante emerso dallo studio riguarda i tempi e le
dimensioni, che costituiscono una vera e propria ossessione del mondo
maschile. Si tratta di convinzioni che perdurano nonostante la consapevolezza
di possedere realisticamente caratteristiche nella media, che affondano
le radici in un’insicurezza profonda, indipendente dalla sfera sessuale
ma legata alle dimensioni dell’auto-affermazione e della gestione
della propria aggressività.
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Pubblicato il: 30/09/2009
AUTORE TESTO
Fabio Minerva
Clinica FerrariSinibaldi
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